biografia

Maurizio Travaglini nasce a Napoli il 07/10/1968 e scopre la sua vocazione artistica durante il servizio militare quando, con un coltellino, in una notte di guardia,  incide il volto di Gesù  in una saponetta delle forze armate. La stessa rimane poi custodita nella cappella militare della stessa caserma”Col di lana”di Cremona. Il suo percorso formativo ha inizio con l’arte presepiale e viene condotto riscuotendo ottimi risultati.

Nel dicembre del 1990 partecipa per la prima volta alla mostra collettiva organizzata dall’ A.N.A.T. associazione napoletana arte tradizione evidenziandosi tra i più bravi. Nel 1991 “termina “ i lavori a un maestoso presepe, iniziato con il maestro Benito Rippa nel 1989, che colpisce oltre che per i deliziosi dettagli e per le tante miniature anche per il fatto di essere presentato nudo, cioè senza i tradizionali pastori come a voler invitare l’osservatore ad essere lui stesso protagonista nella tipica veste del pastore. La sua formazione artistica e culturale è caratterizzata dall’amore per la sua città e per tutte le sue tipiche espressioni, indirizzato verso la scultura su pietra  la  sua produzione artistica si posa sul”tufo giallo napoletano”dal quale ricava alcune delle sue più suggestive opere scultoree: Philopolia, Partenope, l’Ambasciatore e tante altre.

Avvicina negli anni 95 ,96, 97, diversi progetti che lo vedono impegnato nel sociale con l’artigianato artistico .Spinto a produrre opere in rocce di altra natura e consistenza, scolpisce in roccia orientale e marmo di carrara le fonti battesimali della chiesa dei Padri Rogazionisti in viale dei pini ai Colli Aminei a Napoli. Si dedica a una ricerca più approfondita sul marmo dal quale esce forte con l’opera “ecce homo”. Continua la sua ricerca tra le diverse tipologie di materie prime e trova nella pietra leccese una piacevole attrazione. Dalla sua utilizzazione realizza diversi simboli e icone tra i quali: l’Antico dei giorni (riproduzione dell’opera del famoso W. BlaKe) – l’opera 18° grado principe di Rosacroce.

Nel giugno del 2006 torna ad affrontare il tufo giallo napoletano in una massa da 4 tonnellate per ricavarne l’opera “il messaggio di Giovanni Paolo 2°”. Tantissime altre sono le opere gelosamente custodite dai tanti amanti ed acquirenti di un’Arte seria e pura, come quella che continuamente il maestro Travaglini si sforza di realizzare.

Oggi, negli ambienti più “IN” e nelle stanze dei più importanti studi professionali di Napoli, le opere del maestro Travaglini costituiscono gli elementi  più rappresentativi degli arredi e della volontà di differenziarsi dalla mediocre massa, della determinata volontà di lavorare per riconquistare l’autorevolezza della millenaria tradizione che contraddistingue il nostro popolo.