La mia prima esperienza nel mondo dell’espressione artistica risale al 1988, durante il servizio militare. Fu allora che, quasi per gioco, intagliai il volto di Cristo in una semplice saponetta dell’esercito.
Da quel momento nacquero molte opere interessanti, frutto di anni di ricerca e passione.
Dopo un momento difficile della mia vita personale, oggi torno a scolpire grazie al sostegno della comunità “Insieme”, che mi ospita per un programma riabilitativo. È in questo contesto che nasce “Il Cristo senza volto”, un’opera fortemente voluta dalla direzione dell’associazione.
Realizzata da un tronco di cedro del Libano, lungo 180 centimetri e con un diametro di circa 65 centimetri, la scultura rappresenta una figura stesa a terra, coperta, con mani e piedi nudi segnati dalle stimmate.
Un invito silenzioso a riflettere sul mistero e sul messaggio che questo corpo senza volto vuole trasmettere: la fragilità, la sofferenza, ma anche la speranza di una rinascita.
Un work in progress per un nuovo inizio.











